«Quando vide scendere Frida dall’aliscafo…»

«Quando vide scendere Frida dall’aliscafo fu sorpreso dall’accelerazione dei battiti del cuore. Scoprì di essere emozionato e di avere anche le mani umidicce, come quelle di un adolescente.
Non la ricordava così bella, con i capelli sciolti sulle spalle. Gli sembrò che fossero passati mesi da quando l’aveva vista per l’ultima volta, invece era trascorsa solo una manciata di giorni. Da quando era fuggito da Roma gli era stato sempre difficile raccapezzarsi, aveva quasi perso la dimensione temporale. C’era poi tutto quel dolore stratificato che doveva avergli rimosso un consistente cumulo di detriti nei circuiti della memoria. Forse erano deflagrati inconsapevolmente come le sue improbabili prospettive.
Lei accelerò il passo e si staccò dagli altri passeggeri lungo il molo e gli andò incontro sorridendo. Lo abbracciò sùbito a lungo con un mugolìo di piacere. Lui la strinse a sé e la baciò sulle labbra, lievemente, senza carnalità. E la sentì accaldata, trepidante, eccitata. Aveva occhi stanchi e arrossati di chi ha trascorso una notte difficile, forse del tutto insonne.»

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