«Lo straordinario silenzio pulito. Solo le voci del vento e della risacca…»

«Adesso che vi aveva rimesso piede dopo tanti anni, quell’isola gli apparve dolente nella sua magnetica e affascinante refrattarietà. Più la osservava e più la immaginava sotto quel cielo senza luce come fosse nell’inverno dell’attesa: ostaggio delle mareggiate, stordita dal vento di ponente che il buio delle notti senza luna ne ingigantiva la forza tanto da far serrare la gente nelle case per la paura.
Sulla destra vide la bronzea Sciara del Fuoco che rifletteva sull’acqua le ustioni della terra e il colore della cenere, restituendogli così un odore di bruciato e un lieve senso di vertigine come quando bevi un sorso di più.
Lo straordinario silenzio pulito. Solo le voci del vento e della risacca del mare.
Ora pensò nitidamente che non avrebbe più sopportato il bombardamento, i siluri del tempo e i suoi inganni. E si chiese per l’ennesima volta se fosse mai riuscito a ingannarlo lui, il tempo. Quasi che approdando qui, sull’isola, avesse potuto comperarsene un po’, per spenderlo quando ne avesse avuto bisogno.»

Recensione Repubblica

da Repubblica
14 dicembre 2012

A TUTTA prima sembrerebbe che sia la solita, trita dinamica a mettere in moto il romanzo di Antonio Prestifilippo, Notte a Stromboli (Armando Siciliano Editore, 262 pagine, 18 euro): il siciliano Sandro Sarti, protagonista della storia narrata, giornalista con grande esperienza alle spalle (si è occupato di mafia ed è stato inviato di guerra nei teatri mediorientali), da anni trasferitosi a Roma dove lavora nella redazione di un grande quotidiano, un bel momento decide di concedersi un anno sabbatico per tornare nella sua Isola e fare chiarezza nella sua tormentata interiorità. Il «dolore del ritorno» che non dà tregua, dunque, costringendo a guardare in faccia la Gorgone delle origini: nulla di nuovo sotto il sole. In realtà, Antonio Prestifilippo, giornalista professionista (già inviato del Mattino di Napoli e oggi alla Gazzetta del Sud di Messina) e figlio d’ arte (il padre, Silvestro, fu romanziere, poeta, drammaturgo e documentarista, a torto dimenticato), prende l’ abbrivio da un canovaccio logoro per poi seguire deviazioni laterali, una segnaletica apparentemente fuorviante, che rallenta la corsa del rimpatrio intrapresa da chi dice io, ma che di volta in volta sfaccetta e problematizza le vicende narrate.

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Recensione Panorama

da Panorama
Recensione di Bianca Stancanelli

Giornalista in crisi di un quotidiano in crisi, Sandro Sarti chiede al suo direttore un anno sabbatico e lascia Roma, dove vive da venticinque anni, per tornare alla casa di famiglia, in Sicilia, un luogo della memoria disabitato dopo la morte dei genitori. Comincia così una discesa lungo la penisola, scandita da nuovi incontri, in un tempo improvvisamente liberato dai ritmi incalzanti del lavoro.
Durante il viaggio, Sarti, inviato di guerra sui fronti più caldi dei conflitti internazionali, si troverà ad affrontare la guerra che il Mezzogiorno ha in casa e la ‘ndrangheta gli infliggerà un tremendo lutto privato. Provato dal dolore, sul bordo del naufragio, troverà in una donna, in un nuovo amore, la via per riscoprire il gusto della vita e in un uomo, nell’imprevista amicizia con un anziano psichiatra, la chiave per ritrovare il coraggio di vivere.

Giornalista e autore di saggi, Antonio Prestifilippo traccia nel suo primo romanzo un itinerario nel Sud che conosce a fondo, fino alle sponde dell’isola di Stromboli, su cui veglia Iddu, il vulcano. E racconta un viaggio interiore che conduce dalla noia di un’esistenza ormai asfittica alla riscoperta dell’intensità dei sentimenti.